Quando si parla di salute dei denti dei bambini, la prima cosa che viene in mente è quasi sempre lo spazzolino.

Eppure anche ciò che finisce nel piatto e, soprattutto, quanto spesso durante la giornata mangiamo e beviamo, può avere un ruolo importante nella salute del sorriso.

Caramelle, merendine e bibite zuccherate sono i primi alimenti che vengono associati alla carie. Ma esistono anche alcuni falsi amici dei denti che possono sembrare innocui o addirittura salutari: succhi di frutta senza zuccheri aggiunti, barrette ai cereali, cracker, snack amidacei e frutta disidratata.

Il punto non è demonizzare questi alimenti né costruire una lista di cibi “proibiti”. Una sana alimentazione deve essere varia, equilibrata e adatta all’età del bambino.

La vera domanda da porsi è un’altra: quanto spesso i denti vengono esposti agli zuccheri e ai carboidrati fermentabili durante la giornata?

La frequenza conta. E molto.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), gli zuccheri liberi rappresentano uno dei principali fattori di rischio per la carie dentale. L’OMS raccomanda di limitarne l’assunzione a meno del 10% dell’apporto energetico totale e suggerisce, quando possibile, di scendere al di sotto del 5%. 

Ma vediamo più da vicino quali sono i “falsi amici”, quali alimenti possono diventare alleati del sorriso e quali strategie semplici possono aiutare le famiglie nella vita di tutti i giorni.

Carie e alimentazione: che cosa succede nella bocca?

Per capire il rapporto tra dieta e denti bisogna partire da un assunto molto semplice.

Sulla superficie dentale si forma continuamente la placca, un biofilm nel quale sono presenti diversi microrganismi. Quando nella dieta sono presenti zuccheri fermentabili, i batteri della placca possono metabolizzarli producendo acidi.

Questi acidi possono contribuire alla perdita di minerali dalla superficie del dente. Se il processo si ripete frequentemente e i meccanismi naturali di riparazione non riescono a compensarlo, aumenta il rischio di sviluppare lesioni cariose.

Per questo non conta soltanto quanto zucchero viene assunto, ma anche quanto spesso.

Immaginiamo due situazioni.

Nel primo caso, un bambino mangia un piccolo dolce alla fine del pranzo e poi torna a bere acqua.

Nel secondo caso, durante tutta la giornata consuma continuamente piccoli snack, sorseggia bevande zuccherate o succhi e mangia frutta disidratata tra un pasto e l’altro.

La quantità complessiva di zuccheri potrebbe non essere molto diversa, ma nel secondo scenario i denti vengono esposti più frequentemente.

Le evidenze disponibili indicano infatti un’associazione tra una maggiore frequenza di consumo di alimenti e bevande contenenti zuccheri e un maggiore rischio di carie. 

I falsi amici dei denti: 3 alimenti da conoscere meglio

1. Snack amidacei: non solo caramelle e cioccolato

Quando si pensa alla carie, raramente vengono in mente cracker, grissini, patatine o altri snack a base di amido.

Eppure sarebbe sbagliato pensare che “se non è dolce, allora non può avere alcun effetto sui denti”.

Alcuni carboidrati amidacei possono infatti essere fermentabili e, soprattutto quando sono contenuti in prodotti processati e consumati frequentemente tra i pasti, possono contribuire al rischio di carie.

Una revisione sistematica pubblicata sull’European Journal of Oral Sciences ha analizzato il rapporto tra consumo di alimenti contenenti zuccheri e amidi processati e carie, rilevando che il consumo tra i pasti di questi alimenti era associato in modo consistente a una maggiore esperienza di carie nei bambini e nei preadolescenti. 

Ovviamente questo non significa che pane, pasta o cereali debbano sparire dalla tavola.

Significa, piuttosto, che è utile distinguere tra un alimento consumato all’interno di un pasto e uno snack consumato continuamente durante la giornata.

Un cracker a pranzo è una cosa.

Un bambino che passa il pomeriggio a sgranocchiare cracker, grissini e snack amidacei ogni mezz’ora è un’altra.

2. Succhi di frutta, anche senza zuccheri aggiunti

“100% frutta”.

“Solo zuccheri naturali”.

“Senza zuccheri aggiunti”.

Sono diciture che possono far pensare a una bevanda automaticamente innocua per i denti.

Ma “senza zuccheri aggiunti” non significa “senza zuccheri”.

Il succo di frutta contiene gli zuccheri naturalmente presenti nella frutta e, una volta estratti dalla struttura dell’alimento, questi zuccheri rientrano nella categoria degli zuccheri liberi secondo la definizione dell’OMS.

Inoltre, i succhi di frutta sono generalmente acidi, un ulteriore elemento da considerare nell’ottica della salute orale.

Per questo, per la vita quotidiana, l’acqua resta una delle scelte più semplici per accompagnare i pasti e soprattutto per dissetarsi tra un pasto e l’altro.

Anche il Ministero della Salute sottolinea l’importanza di prestare attenzione alla quantità e alla frequenza di assunzione di zuccheri durante l’infanzia. 

Quando viene scelto, è preferibile inserirlo nel contesto del pasto anziché offrirlo come bevanda da consumare continuamente tra un pasto e l’altro.

3. Frutta disidratata: sana, ma non sempre ideale come snack continuo

Uvetta, albicocche secche, datteri e altra frutta disidratata possono far parte di un’alimentazione equilibrata.

Ma dal punto di vista dei denti c’è una differenza importante rispetto alla frutta fresca.

Durante la disidratazione viene eliminata gran parte dell’acqua, mentre gli zuccheri restano concentrati. Inoltre, alcuni tipi di frutta disidratata possono essere appiccicosi e rimanere più facilmente a contatto con le superfici dentali.

Ecco perché diverse linee guida consigliano di consumare la frutta disidratata durante i pasti piuttosto che come snack frequente tra un pasto e l’altro. 

Ancora una volta, quindi, non serve demonizzarla.

La domanda è: quando la mangiamo? Una piccola quantità di uvetta all’interno di un pasto è una situazione molto diversa dal dare continuamente al bambino una confezione di frutta disidratata da mangiare durante il pomeriggio.

La differenza è, anche in questo caso, soprattutto nella frequenza dell’esposizione.

Gli amici dei denti: quali alimenti scegliere?

Se alcuni alimenti possono essere “falsi amici”, quali sono invece gli alleati del sorriso?

Una buona base è rappresentata da un’alimentazione varia, nella quale trovino spazio verdure, frutta fresca, alimenti nutrienti e acqua.

Verdure: protagoniste anche degli spuntini

Carote, cetrioli, finocchi, pomodori e altre verdure possono rappresentare una valida alternativa agli snack dolci o molto processati.

Naturalmente non esiste una “verdura magica” capace di prevenire la carie.

Il vantaggio sta soprattutto nel fatto che le verdure fresche, inserite in una dieta equilibrata, non rappresentano una fonte di zuccheri liberi paragonabile a dolci, bevande zuccherate o succhi.

Possono inoltre aiutare a costruire un rapporto positivo con gli alimenti semplici fin dalla prima infanzia.

Per uno spuntino, per esempio, si possono proporre verdure crude adatte all’età e alle capacità di masticazione del bambino.

Frutta fresca: meglio intera che sotto forma di succo

La frutta fresca non deve essere eliminata dalla dieta dei bambini per paura della carie.

Al contrario, la frutta intera contiene fibre e la sua struttura cellulare mantiene gli zuccheri all’interno dell’alimento.

Il discorso cambia quando la frutta viene trasformata in succo o frullato, perché gli zuccheri vengono liberati dalla struttura originale dell’alimento.

Per questo le linee guida nutrizionali e di salute orale distinguono tra frutta intera e succhi o bevande a base di frutta.

Strategia salvadenti n. 1: dopo uno snack zuccherato, acqua

Una delle abitudini più semplici da introdurre è bere acqua dopo aver mangiato.

L’acqua aiuta a sciacquare la bocca e rappresenta la scelta più semplice per dissetarsi tra i pasti.

Questo però non significa che bere acqua possa “annullare” gli effetti di una dieta ricca di zuccheri o sostituire lo spazzolamento. È un piccolo accorgimento all’interno di una strategia più ampia.

Strategia salvadenti n. 2: concentrare gli alimenti zuccherati nei pasti

Se nella dieta del bambino è presente un alimento zuccherato, è preferibile inserirlo nel contesto di un pasto anziché trasformarlo in uno snack ripetuto più volte nella giornata.

È una delle raccomandazioni ricorrenti nelle linee guida di prevenzione della carie: ridurre sia la quantità sia la frequenza di consumo degli alimenti e delle bevande contenenti zuccheri, evitando soprattutto il loro consumo tra i pasti e prima di dormire. 

Strategia salvadenti n. 3: attenzione alla sera

La sera merita un’attenzione particolare.

Durante la notte la produzione di saliva diminuisce e, proprio per questo, è importante arrivare al momento del sonno con i denti puliti.

Alimentazione e igiene orale devono andare insieme

Nessun alimento, da solo, può garantire denti sani.

La salute orale è il risultato di più fattori: alimentazione, igiene quotidiana, esposizione al fluoro, abitudini e controlli odontoiatrici.

Per questo una dieta equilibrata non sostituisce lo spazzolino e il dentifricio.

Allo stesso modo, lavarsi bene i denti non significa poter ignorare completamente ciò che si mangia e soprattutto quanto spesso lo si mangia.

DivertiDenti: imparare a prendersi cura del sorriso giocando

Parlare di carie, zuccheri e igiene orale con i bambini non è sempre semplice.

Una buona strategia è trasformare le informazioni in un gioco.

È proprio l’approccio alla base di DivertiDenti, il progetto promosso da Jordan insieme a Mr.White ed Edu.Care Green e dedicato all’educazione all’igiene orale di bambine e bambini.

Il portale mette a disposizione contenuti pensati per rendere più coinvolgente l’apprendimento: giochi, disegni, attività creative, canzoni e materiali dedicati alla cura del sorriso, oltre a un contest pensato per le famiglie, a cui è possibile partecipare facendo insieme una divertente attività per portare avanti la missione di Perla, mascotte del progetto, e gli alleati del sorriso.

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